Tuscia tossica

rassegna stampa

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Da un articolo pubblicato su Tusciaweb (2- maggio - www.tusciaweb.it):

Il reparto operativo centrale dei carabinieri per la tutela ambientale, guidato dal tenente colonnello Antonio Menga, ha scoperto un vasto traffico di rifiuti che ha coinvolto, in tutta Italia, 37 persone. Cinque viterbesi sono finiti agli arresti domiciliari e tre cave, in cui sarebbero stati stoccati i rifiuti, sono state sequestrate.

Una struttura criminale che avrebbe gestito, nel corso del periodo monitorato, un quantitativo di circa 250 mila tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non.

Il giro d'affari, per un traffico illecito tanto ingente, stato calcolato, sulla base della documentazione acquisita, in due milioni e cinquecento mila Euro.

Voci di popolo

Ho parlato con gente di zona, che conosce il titolare di una delle cave che ricevevano i rifiuti. Mi ha spiegato la situazione in termini economici. Le cave (di pozzolana, blocchetti o quant'altro) hanno un ciclo di vita limitato per loro conformazione. Il lavoro consiste nello scavare in una montagna, quindi per ovvie ragioni ad un certo punto bisogna smettere (esaurimento risorsa o pericolo per la stabilita' della montagna). Questo comporta un brusco calo nel volume di affari (non c'e' piu' la materia da vendere!). Il piccolo imprenditore si trova quindi in una situazione di bisogno economico e diventa facile preda di "clienti" sporchi. Gente che arriva e gli mette i soldi in mano per accettare lo scarico di "rifiuti". Con i rifiuti il piccolo imprenditore "riempie" il buco che ha creato con lo scavo. Anche qui il tempo di vita dell'affare e' limitato. Riempito il buco i giochi finiscono.

La persona con cui ho parlato mi ha riportato la voce di questo imprenditore, arrivatagli indirettamente. Secondo la pubblicazione "tusciaweb.it" questa persona e' attualmente agli arresti domiciliari ed il sito della ditta in cui e' avvenuto lo scarico illecito e' sotto sequestro (notizia del 2 Maggio 2005). La "voce" di questo imprenditore e' che "lui si sente tranquillo". La "tranquillita'" del tizio e' nel fatto che gli scarichi avvenivano con regolari permessi. Puo' questo "tranquillizzare" anche la sua coscienza ?

Chinotto, pozzolane e derivati

La ditta Neri (industria chinotto) di Capranica ha avuto in passato dei problemi con le ASL, che pare la tenevano nel mirino per "sospetti" legati alla sicurezza alimentare del suo prodotto, che viene realizzato utilizzando l'acqua di una sorgente posta esattamente dietro la fabbrica, e da cui molti abitanti di Capranica attingono acqua per uso familiare.

Questa ditta - dicevo - nel proprio interesse, non si fido' allora delle sole perizie della ASL, ma richiese altri pareri da privati professionisti. E' comprensibile che una ditta che distribuisce un prodotto su scala nazionale (e forse internazionale - Chinotto Neri) abbia interesse a sapere la *verita'* sulla qualita' dell'acqua, verita' che evidentemente NON si fidava di "ricevere" dalla sola ASL. E' da notare che l'operazione "Giro d'italia" era da tempo sulle tracce di rifiuti tossici che partivano dall'alta Italia e veniva verso la tuscia (Capranica, Sant'Elia, Vetralla).

La ditta Neri, probabilmente al corrente del problema cosi' come espostogli dalla ASL, ha avuto cura di sentire altri pareri, perche' al contrario del "piccolo imprenditore", aveva sia i mezzi economici per farlo, sia l'interesse (la scoperta della "tossicita'" del suo prodotto ne avrebbe causato il fallimento).

Tornando al piccolo imprenditore, quindi, puo' sentirsi "tranquillo" in coscienza ? Personalmente posso comprenderlo, ma NON assolverlo ! E' una grossa responsabilita' quella che si ha quando si permette di scaricare rifiuti, ed il controllo di tossicita' DEVE essere effettuato in maniera che escluda la possibilita' di corruzione (ad esempio certificati provenienti da autorita' indipendenti). Una forte responsabilita', se e' vero che l'imprenditore aveva autorizzazioni allo scarico, e' sicuramente da attribuire alla procedura di acquisizione di tali autorizzazioni (se non si tratta di falsi). C'e' da indagare in merito.

Vogliamo sapere di piu'!

Ora la popolazione di Capranica, di Sant'Elia, di Vetralla e di chissa' quanti altri comuni della Tuscia vive un dramma: da quanto tempo questi rifiuti risiedevano nel nostro territorio ? Quali alimenti hanno contaminato ? La tuscia e' una zona a forte produzione di nocciole, con scarse (ma non nulle) produzioni di derivati del latte, ma produce anche carne, e gli animali hanno mangiato e bevuto!

Non solo gli animali hanno bevuto, ma anche i cittadini! Era contamina l'acqua ? Lo e' ancora ? E' indispensabile fare analisi. Chi le fara' ? C'e' da fidarsi di chi le fara' se l'operazione "smaltimento" fa girare soldi per una cifra che a si aggira (secondo i Carabinieri) intorno ai due milioni e cinquecento mila Euro ? Di chi ci possiamo fidare ?

Ci sono abitanti (pochi, ma non per questo meno importanti) la cui nutrizione si basa per circa l'ottanta percento (80%!) su produzione ortofrutticola propria (orticello). Orti annaffiati con "quella" acqua!

Qual'e' la pericolosita' di questi "rifiuti" ?
Quale il tasso di inquinamento delle falde acquifere ?
Quali altri elementi naturali possono essere stati "contaminati" ?
Chi puo' rispondere a queste domande ?

Cosa si e' fatto

Settembre 2004 (circa)

Verso la meta' del 2004, un TIR che trasportava "rifiuti" si e' rovesciato sulla Via Aurelia, nel comune di Vetralla (tra l'Aurelia e la Cassia). Il carico e' andato in giro ed ha inquinato la falda acquifera. Il sindaco di Vetralla ha emesso un'ordinanza vietando l'uso dell'acqua anche per uso agricolo.

Walter Mancini (consigliere comunale di Vetralla per Rifondazione Comunista), chiese un'interrogazione consigliare. La giunta (UDC/FI) promise di effettuare accertamenti e di esporne i risultati in consiglio. Ad oggi NON E' STATO ANCORA PRESENTATO NESSUN RAPPORTO DI ACCERTAMENTO (se qualcuno puo' dire il contrario ed inviarmi tale rapporto saro' lieto di aggiornare questo documento).

Febbraio/Marzo 2005 (circa)

Un rapporto della commissione parlamentare sulle ecomafie parlava di discariche a Vetralla e Capranica. Nuova interrogazione di Mancini in consiglio comunale, dove viene accusato di fare "allarmismo".

Mancini, assieme ad Umberto Cinalli (Legambiente) ha portato avanti una serie di verifiche sui rifiuti conferiti nella discarica di Vetralla. Da queste verifiche emergeva una confluenza di rifiuti portati da camion provenienti da tutta Italia, soprattutto dal nord.

Maggio 2005

Il 2 Maggio i telegiornali nazionali, le radio e i quotidiani danno notizia della scoperta da parte dei Carabinieri, di un vasto traffico di rifiuti che dopo tortuosi percorsi giungevano nel viterbese.

Il giorno stesso Mancini ha redatto un comunicato stampa pubblicato da Il Tempo e da Tusciaweb. Il Corriere di Viterbo e Il Messaggero non hanno voluto pubblicarlo.

Cosa si puo' fare ?

Mi impegno a trovare risposte a queste domande, contando sul fatto che non sono solo in questo, che e' un problema di TUTTI gli abitanti della tuscia (fino a prova contraria).

Cerchero' come posso di mantenere aggiornata questa pagina ed invito tutti gli interessati a darmi una mano in questo, inviandomi link verso articolo online sull'argomento, informazioni aggiuntive e disponibilta' per aiutare nella pubblicazione.

Di seguito spunti ricevuti dalla "rete" (relazionale e fisica).

Chiedere ai cumuni di Vetralla, Capranica e Sant'Elia di costituirsi parte civile nel processo in corso.

Costituire un comitato che si occupi di definire delle linee di condotta e di tener vivo l'interesse per la questione.

Rassegna stampa

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Copyright (C) 2005 Sandro Santilli .
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Ultima modifica: $Date: 2005/05/20 13:53:26 $
Prima stesura: Thu May 5 14:40:00 CEST 2005